Quando pensiamo a una coppia che decide di chiedere aiuto, spesso immaginiamo una relazione ormai in forte difficoltà: discussioni continue, distanza emotiva, incomprensioni, tradimenti o la possibilità di una separazione.
Eppure, non è necessario arrivare a una crisi profonda per iniziare a prendersi cura della propria relazione.
A volte il disagio si presenta in modo molto più silenzioso.
Non ci sono grandi litigi, ma si parla sempre meno.
Non è successo nulla di particolarmente grave, ma ci si sente più distanti.
La vita quotidiana funziona, gli impegni vengono gestiti, i figli accompagnati, la casa organizzata, eppure qualcosa sembra essersi perso.
Ci si vuole ancora bene, ma non ci si sente più vicini come un tempo.
Ed è proprio in questi momenti che fermarsi può fare la differenza.
Quando una coppia comincia ad allontanarsi
La distanza raramente compare da un giorno all’altro.
Molto più spesso si costruisce attraverso tanti piccoli momenti nei quali non riusciamo più a raggiungerci.
- Una conversazione rimandata.
- Una richiesta di attenzione che passa inosservata.
- Una discussione che si ripete sempre nello stesso modo.
- Una delusione che non viene raccontata.
- Una giornata nella quale si è troppo stanchi per chiedere davvero all’altro: Come stai?
Con il tempo si può cominciare ad avere la sensazione che il/la partner non ci comprenda più.
E quando questa sensazione si ripete, può accadere qualcosa di ancora più delicato: smettiamo progressivamente di cercare l’altro.
Non necessariamente perché non amiamo più, ma perché abbiamo imparato ad aspettarci che quel tentativo di vicinanza non funzionerà.
La relazione continua, ma la connessione si indebolisce.
Non sempre il problema è il conflitto
Litigare non significa necessariamente avere una relazione che non funziona.
Il conflitto fa parte delle relazioni.
Due persone portano nella coppia storie differenti, bisogni, aspettative, sensibilità, modi diversi di affrontare le difficoltà e di esprimere le emozioni.
Per questo non è realistico pensare a una buona relazione come a una relazione nella quale non si litiga mai.
La differenza sta piuttosto in come attraversiamo il conflitto.
Possiamo discutere cercando di comprenderci oppure cercando di dimostrare chi ha ragione.
Possiamo esprimere un bisogno oppure trasformarlo in un’accusa.
Possiamo riuscire a riparare dopo una discussione oppure lasciare che rabbia, delusione e risentimento si accumulino.
Quando alcuni schemi comunicativi diventano abituali, la coppia può ritrovarsi a vivere sempre la stessa discussione, anche quando l’argomento sembra cambiare.
“Tanto non serve parlarne”
È una frase che racconta molto della distanza che può crearsi in una relazione.
Quando abbiamo provato molte volte a spiegare qualcosa senza sentirci compresi, possiamo cominciare a rinunciare.
Uno dei due smette di parlare.
L’altro può interpretare quel silenzio come disinteresse.
Chi si è ritirato, invece, può viverlo come una forma di protezione:
Se ogni volta finiamo per litigare, meglio non dire niente.
Nasce così un circolo difficile da interrompere.
Più uno cerca il confronto, più l’altro si allontana.
Più l’altro si allontana, più il primo insiste.
Alla fine entrambi possono sentirsi soli all’interno della stessa relazione.
A cosa serve un percorso di counseling di coppia
Il counseling di coppia offre innanzitutto uno spazio nel quale fermarsi.
Un luogo in cui osservare ciò che sta accadendo nella relazione senza dover immediatamente stabilire chi abbia ragione e chi abbia torto.
L’obiettivo non è trovare un colpevole, ma comprendere la dinamica che si è costruita tra due persone.
Durante il percorso diventa possibile riconoscere i propri modi abituali di comunicare, comprendere quali bisogni ed emozioni si trovano dietro alcune reazioni e imparare modalità differenti per affrontare i momenti di difficoltà.
Significa anche tornare a vedere la relazione non soltanto attraverso ciò che non funziona, ma attraverso ciò che continua ad avere valore e che può essere nuovamente coltivato.
Imparare a conoscersi di nuovo
Le persone cambiano.
Cambiano nel corso degli anni, attraverso le esperienze, il lavoro, la nascita dei figli, le responsabilità, le perdite, le trasformazioni personali.
Eppure può accadere che continuiamo a guardare il partner attraverso l’immagine che avevamo costruito molto tempo prima.
Pensiamo di sapere già cosa pensa.
Cosa desidera.
Cosa gli fa paura.
Cosa si aspetta da noi.
Ma la persona che abbiamo accanto oggi potrebbe non essere esattamente la stessa che abbiamo conosciuto anni fa.
Prendersi cura della relazione significa anche continuare a essere curiosi dell’altro.
Ricominciare a fare domande.
Ascoltare senza preparare immediatamente una risposta.
Raccontare ciò che stiamo vivendo.
Permettere al partner di conoscere la persona che stiamo diventando.
E il coaching?
Non tutti i percorsi nascono da una difficoltà.
Ci sono momenti nei quali una persona o una coppia desidera semplicemente crescere, raggiungere un obiettivo o affrontare con maggiore consapevolezza una fase di cambiamento.
In questi casi può essere utile un percorso di coaching.
Il lavoro è maggiormente orientato al presente e al futuro: partire dalla situazione attuale, individuare un obiettivo concreto e costruire passi possibili per raggiungerlo.
Può riguardare la relazione di coppia, ma anche un percorso individuale.
Perché spesso lavorare su di sé modifica anche il modo in cui entriamo nelle nostre relazioni.
Prendersi cura della relazione prima dell’emergenza
Siamo abituati a prenderci cura di molte cose prima che si rompano.
Facciamo controlli, manutenzione, prevenzione.
Nelle relazioni, invece, spesso aspettiamo.
Aspettiamo che il disagio diventi evidente.
Che la distanza diventi difficile da sopportare.
Che uno dei due pronunci una frase come: «Non so più se voglio continuare».
Ma possiamo scegliere di intervenire prima.
Possiamo fermarci quando ci accorgiamo che stiamo perdendo qualcosa di importante.
Possiamo imparare nuovi modi di parlarci.
Possiamo comprendere meglio ciò che accade tra noi.
Possiamo tornare a costruire intenzionalmente quei piccoli momenti di attenzione, ascolto e vicinanza attraverso i quali una relazione continua a vivere.
Perché una buona relazione non è una relazione nella quale non esistono difficoltà.
È una relazione nella quale due persone continuano, anche nei momenti complessi, a cercare un modo per incontrarsi.
Quando può essere utile chiedere un primo incontro?
Può essere il momento giusto se senti che nella tua relazione qualcosa è cambiato, se continuate a discutere sugli stessi argomenti, se fate fatica a comunicarvi ciò di cui avete bisogno o semplicemente se desiderate prendervi cura del vostro legame prima che la distanza diventi troppo grande.
Anche un percorso individuale può essere un primo passo per comprendere meglio ciò che stai vivendo e il modo in cui desideri stare nelle tue relazioni.
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